Iniziativa popolare referendaria per la qualità dell'ambiente e la mobilità sostenibile a Milano.

1. Ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “ecopass” e la pedonalizzazione del centro

“Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita” alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti?”
In particolare gli interventi richiesti sono:
a. il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”;
b. il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;
c. la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;
d. la protezione e “preferenziazione” di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;
e. l’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” in collegamento con le principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;
f. l’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;
g. il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti;
h. il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”);
i. il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione di un sistema di trasporto condiviso con veicoli elettrici;
j. l’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;
k. incentivi a sostegno del trasporto pubblico.

Per il piano di interventi è prevista una spesa massima aggiuntiva rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale pari a 60 milioni di euro all’anno, che sarà coperta mediante l’incremento delle entrate da accesso, con una tariffa giornaliera di 5 euro per i veicoli per trasporto persone (prevedendo agevolazioni per i residenti) e di 10 euro per i veicoli per trasporto merci, e della sosta, da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile.

65 Commenti

  1. il car sharing è molto costoso. il bokesharing è molto costoso. Si paga una tariffa elevata all’ora. Non è la soluzione per chi vive in città tutti i giorni, ma solo per i turisti o una tantum. Inoltre bisogna andare a fare la tessera all’atm e si perde molto tempo. L’ecopass è carissimo, penalizza come al solito le classi povere e non i ricchi. Non è democratico. Chiunque se avesse la possibilità economica comprerebbe un’auto nuova a gpl. Chi non lo fa è perché non se lo può permettere. Tutti dobbiamo andare a lavorare. A milano c’è la neve, piove molto e in inverno fa freddissimo. Non è possibile prendere sempre i mezzi, a meno che non si è giovani forti o ricchi da prendere il taxi. Anche questo non è democratico. E’ una soluzione che penalizza chi non ha una buona salute, favorendo solo i forti. Aumentare le aree pedonali? aumenta solo gli ingorghi. Già adesso la zoa navigli è un imbuto. se sposti la percorrenza altrove lasciando le strade di uguale grandezza crei solo un ingorgo maggiore. Il vero problema è che le persone in auto guidano ad altissima velocità per paura che scatti il rosso, non dando le precedenze e non permettendo alle altre auto di immettersi in strada dalle vie laterali o cambiare corsia. Non si rispettano i limiti di velocità e molte persone passano con il rosso perché il giallo “stranamente” dura molto poco. Se ti fermi al giallo, durando cosi poco, devi inchiodare, col rischio di tamponamento. In città tutte le zone per i parcheggi sono a pagamento, ma gli stipendi restano bassi. Se non hai il pass invalido o hai un’auto blu devi pagare un sacco di soldi. Le metropolitano non sono sicure. Si dovrebbe mettere la polizia o i carabinieri all’interno. Aumentare l’orario senza controllo non incentiva a prendere i mezzi. Il radiobus ha molti limiti, si deve prenotare il giorno prima o molto tempo prima, invece dovrebbe passare sempre tutta la notte. Questa soluzione fa solo entrare molti più soldi al comune e lascia i cittadini nei guai. Più corsie preferenziali? e come si farebbe ad arrivare in orario a lavoro spostando ancora più macchine in meno spazio? Hanno sbagliato a mettere insieme tante proposte diverse in un solo referendum, si sarebbe dovuto votare singolarmente per ogni punto perché alcune proposte sono buone altre vanno troppo a discapito dei meno abbienti. Per questo io voterò No.

  2. Ciao, alcuni punti interessanti, atri inattuabili!
    E’ stato scritto che le 2 principali cause dell’inquinamento a milano sono riscaldamento e auto… Si ma in che percentuale?? 70 vs 30 !?!?

    Chissà perchè il concentramento di polveri sottili è alle stelle nei periodi invernali più rigidi: dic gen ??? bisogna fare case con un basso impatto energetico a prezzi ragionevoli!!

    E’ la verità che nei giorni lavorativi c’è un sacco di gente in macchina che entra a milano… si, ma ci sono 2
    motivi…
    1) a milano costa troppo vivere, quindi si cerca di comprare casa nell’hinterland
    2) ci si impiega il doppio per fare tragitto casa/lavoro con i mezzi pubblici – autobus (che magari passa ogni mezzora) + treno (con soppressioni e ritardi all’ordine del giorno) + una volta che sei arrivato a milano non è mica detto che si lavori vicino a garibaldi/cadorna quindi altro tempo per spostarsi a milano….

    Cosa pensate che la gente venga a milano per divertirsi o per lavorare!?

    E’ lodevole il fatto dell’impegno nel potenziamento dei mezzi pubblici… ma in quanto tempo verrà fatto?!? 3 anni… 5 anni… e invece per fare una striscia blu o mettere una telecamera dell’ecopass ci si impiega 10 minuti,…

    A pagare sono sempre gli stessi… la classe media lavoratrice!!! Io voterò assolutamente NO a questo punto…

    Voterei si se ci fossero già le infrastture adeguate, ma visto che si tratta di mere ipotesi… a me sembra un’altra tassa!

  3. Attenzione, questo ragionamento porta a non fare nulla, infischiandosene del fatto che i bambini milanesi sono quelli che hanno più patologie legate allo smog in Italia e di tutti gli altri danni sociali.. Se invece si vuole una città dove si può fare a meno dell’auto perchè ci sono altre scelte efficaci, ecomiche e rapide per spostarsi, la direzione giusta è quella indicata dai referendum milanesi.

    I proventi della congestion charge servono proprio a fornire questi servizi. Chi vuole continuare a usare l’auto nonostante le alternative pagando fornisce le risorse per dare servizi pubblici agli altri – che senza costi aggiuntivi possono usufruirne. L’effetto virtuoso è un progressivo miglioramento dell’ambiente e della mobilità in città.

    Il principio “chi inquina paga” è alla base della politica ambientale europea da oltre 20 anni ed è ribadito nel recente piano per la mobilità urbana sostenibile della Commissione europea. E’ proprio il contrario della deformazione “basta pagare per inquinare”. Le tariffe ambientali come ecopass sono lo strumento più efficiente (cioè con il minimo costo e massimo vantaggio sociale) per ottenere i risultati.

  4. @Daniele Ci sono diversi tipi di inquinanti. Per quanto riguarda le polveri sottili è il traffico la prima causa, il riscaldamento la seconda. Segnaliamo questo comunicato stampa della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale): “LE POLVERI ULTRASOTTILI DANNEGGIANO I POLMONI MA NELLE STRADE A TRAFFICO LIMITATO CALANO DEL 50%”: http://bit.ly/jR0RJp

  5. Ciao, anche io penso che i punti interesssanti siano parecchi, ma non dimentichiamo che gli abitanti delle aree interessate dall’allargamento della zona Ecopass sono anche persone che non hanno possibilità economiche elevate e con magari auto non troppo nuove che non rispettano le recenti norme sulle emissioni zero: queste persone dovrebbero pagare un Tiket anche per muoversi nella propria Zona?

    Un pensionato che magari possiede un utilitaria non nuova che deve andare a fare la spesa, lo accompagnate voi con la vostra macchina a combustibile biocompatibile o cosa?

    Mi sembra un po’ forzato come ragionamento, ma se in coscienza Vostra vi sentite tranquilli…!

    In secondo luogo pensiamo prima se con questa norma si penalizzebberebbero delle categorie (non quelli che usano l’auto per fare shopping nel corso ma come l’esempio di prima utilizzatori responsabili), non vale il discorso salo una categoria sacrificandone un’altra…!

    Sono il primo a sostenere la salute, ma l’aria di milano purtroppo non migliorerà solo con queste norme anche perchè oggi se si ha una 500 degli anni 80 si paga salatamente l’ecopass e la si tiene ferma in strada perchè costa troppo utilizzarla, mentre chi ha un bel 3000 di ultima categoria passa bello liscio senza pagare una lira.

    Comunque buon pensiero e buon voto a tutti!

  6. @Tony – L’indicazione infatti è di trasformare ecopass in una congestion charge. Solo i veicoli ad emissioni zero non sarebbero tenuti a pagare il pedaggio. Le tariffe ambientali come ecopass sono lo strumento più efficiente (cioè con il minimo costo e massimo vantaggio sociale) per ottenere i risultati. Recenti studi hanno dimostrato come i livelli di black carbon – che diventerà a breve, a livello mondiale, il vero indicatore di pericolosità delle polveri urbane – siano calati rispettivamente del 47% nelle strade sottoposte a Ecopass e del 62% nelle aree pedonali rispetto a quelle a libera circolazione.

  7. @caio manz. – Non siamo proprio d’accordo. Lei vorrebbe modificare la struttura urbanistica della città, allargando le strade per dare più spazio alle auto. NOi con i referendum vogliamo invece togliere le auto e restituire lo spazio urbano alle persone.

  8. I dati sull’Ecopass non li avevo visti, sembrano interessanti anche se la costruzione degli indici di traffico non è chiara.
    Purtroppo il comune di Milano fornisce (per quanto riesca a trovare io) dati sui conteggi di traffico solo fino al 2006 http://www.ama-mi.it/documenti/default.asp). Sarebbe interessante potere valutare l’effetto dell’ecopass sul numero di veicoli privati fuori e dentro l’area di applicazione con dati puntuali e georeferenziati. Se questi dati fossero disponibili sarebbe interessante renderli accessibili. Anche dati sui tempi di percorrenza (per ora basati sulle mie impressioni di utente dei mezzi pubblici e automobilista su percorsi molto ripetitivi) sarebbero utili per un confronto prima e dopo Ecopass (sempre in riferimenta all’area di applicazione e al resto della città). Il solo dato sulle emissioni deve essere utilizzato con cautela come indice di successo in quanto deve essere epurato dall’effetto del complessivo ammodrenamento del parco macchine.
    Lo scopo del mio precedente messaggio era l’augurio che la prospettiva fosse a livello di intera area cittadina, tenendo conto delle ripercussioni delle eventuali ulteriori limitazioni alla circolazione privata sulle aree al di fuori del provvedimento (ad esempio fuori dai Bastioni o circolare 90/91).

  9. Non azzardatevi a imporre balzelli odiosi a chi ha necessità di muoversi in auto per lavoro o per problemi fisici. Questa è una città di persone sempre più vecchie e malate, e voi vorreste che corressero liberi e spenserati in bicicletta come delle vispe terese? Non azzardatevi a pedonalizzare zone periferiche o semi periferiche, a ridurre la velocità di transito a restringere le carreggiate delle strade ad ostacolare il flusso automobilistico aumentando i tempi di percorrenza ed i consumi. Tutto questo mentre dovremo continuare a pagare la salata tassa di proprietà e l’assicurazione senza poter utilizzare mai l’auto se non pagando ticket e sosta ogni volta che ci fermiamo? Voi siete dei pazzi. Continuate per questa strada e come abbiamo cacciato la Moratti cacceremo Pisapia se vi viene dietro.
    Fedrighini, Cappato e Croci, voi certamente potete raggiugere comodamente i negozi a piedi perchè abitate in ambite zone commerciali della città; voi avete il fisico per pedalare 10 km al giorno trasportando borse pacchi e con una mano tenere l’ombrello quando piove; oppure, più prosaicamente, voi avete un bel motorino da 5.000 euro che scorrazza a 80 km/h il vostro lieto peso dove e quando vi pare; ma voi avete anche un bella auto per le gite fuori porta oppure qualche comodo amico che ve la presta all’occorrenza!
    Pisapia, uomo avvisato ….

    Grazie Milanino!

  10. Pongo un quesito pratico che mi riguarda personalmente: con il prospettato allergamento dell’Ecopass alla
    cerchia della 90/91, come faccio a portare i miei figli a scuola ( via Vasari ) tutte le mattine, visto che risiedo in Piazza Angilberto?? Devo pagare tutti i giorni?? Attendo risposte, grazie

  11. Uno degli ambiti su cui sarà necessario intervenire è il cambiamento culturale, ad esempio disincentivando l’accompagnamento a scuola in auto.

  12. CERTO PERCHE’ VOI I BAMBINI DI 9 E 6 ANNI LI MANDATE A SCUOLA IN TRAM, VERO?

    DOPO AVER PORTATO I MIEI FIGLI A SCUOLA MI SCIROPPO UNA BELLA TRASFERTA A MONZA PER ANDARE IN UFFICIO, MI SEMBRA NORMALE USCIRE DI CASA TUTTI INSIEME. SIETE PROPRIO DEI BEI CERVELLONI, COMPLIMENTI.

  13. Il paradosso italiano: volere aria più pulita, ma continuare ad usare la macchina inquinante.
    Se vogliamo raggiungere risultati importanti bisognerà fare dei sacrifici per un bene comune.

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