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	<title>Referendum per l&#039;ambiente e la mobilità a Milano</title>
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	<description>Iniziativa popolare referendaria per la qualità dell&#039;ambiente e la mobilità sostenibile a Milano.</description>
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		<title>Croci, Cappato e Fedrighini: bilancio comunale, vincolare i proventi di area C e delle multe alla realizzazione delle infrastrutture e dei servizi per la mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:10:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano,  17 maggio. “Chiediamo che nel bilancio 2012 siano recepiti gli indirizzi che i milanesi hanno dato all’amministrazione comunale con l’approvazione dei 5 referendum per l’ambiente e la qualità della vita dello scorso giugno.” – hanno dichiarato Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini, rispettivamente presidente, segretario e portavoce di Milanosimuove, comitato promotore dei cinque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano,  17 maggio. “Chiediamo che nel bilancio 2012 siano recepiti gli indirizzi che i milanesi hanno dato all’amministrazione comunale con l’approvazione dei 5 referendum per l’ambiente e la qualità della vita dello scorso giugno.” – hanno dichiarato Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini, rispettivamente presidente, segretario e portavoce di Milanosimuove, comitato promotore dei cinque referendum milanesi.</p>
<p>“Per dare concreta attuazione alla trasformazione urbana sostenibile chiesta dai milanesi è necessario che siano chiaramente identificate entrate e voci di spesa in coerenza con le proposte referendarie. In questo contesto chiediamo innanzitutto che siano vincolati attraverso un apposito fondo i proventi di area C, stimabili in 30/40 milioni di euro, alla realizzazione delle infrastrutture e dei servizi per la mobilità sostenibile descritti nel primo quesito referendario. Inoltre proponiamo che l’amministrazione destini integralmente i proventi delle sanzioni riferibili ad Area C, stimabili in ulteriori 30/40 milioni di euro, a rafforzamenti delle misure descritte provvedendo alla redazione di un “piano della mobilità sostenibile”, secondo le indicazioni della Commissione Europea.</p>
<p>Il Comitato promotore dei referendum ha chiesto un incontro al Sindaco Pisapia e all’assessore al bilancio Tabacci, nell’ambito delle consultazioni preliminari all’approvazione del bilancio, per rappresentare le priorità di intervento.</p>
<p>Tra le azioni per generare risorse richieste dal Croci, Cappato e Fedrighini: l’efficientamento della gestione della sosta, la tariffazione progressiva in base al consumo dei servizi pubblici ambientali, il ricorso a sponsorizzazioni, dismissioni del patrimonio immobiliare comunale, il ricorso agli oneri di urbanizzazione in una logica compensativa  e la realizzazione di progetti di efficienza energetica.</p>
<p><strong>Quesiti referendari al Comune di Milano (compresa descrizione copertura finanziaria)</strong></p>
<p><strong>1 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “ecopass” e la pedonalizzazione del centro</strong></p>
<p>“Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita” alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti.<br />
In particolare gli interventi richiesti sono:</p>
<p>a. il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”;<br />
b. il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;<br />
c. la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;<br />
d. la protezione e “preferenziazione” di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;<br />
e. l’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” in collegamento con le principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;<br />
f. l’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;<br />
g. il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti;<br />
h. il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”);<br />
i. il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione di un sistema di trasporto condiviso con veicoli elettrici;<br />
j. l’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;<br />
k. incentivi a sostegno del trasporto pubblico.</p>
<p><em>Per il piano di interventi è prevista una spesa massima aggiuntiva rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale pari a 60 milioni di euro all’anno, che sarà coperta mediante l’incremento delle entrate da accesso, con una tariffa giornaliera di 5 euro per i veicoli per trasporto persone (prevedendo agevolazioni per i residenti) e di 10 euro per i veicoli per trasporto merci, e della sosta, da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile.</em></p>
<p><strong>2 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo</strong></p>
<p>“Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a: ridurre il consumo di suolo destinando almeno il 50% delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica a verde pubblico ed escludendo l’assegnazione di diritti edificatori a fronte della realizzazione di “servizi” che comportino consumo di suolo; preservare gli alberi e le aree verdi esistenti; garantire il raddoppio del numero di alberi e dell’estensione e delle aree verdi e la loro interconnessione entro il 2015, assicurando che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico con aree attrezzate per i bambini a una distanza non superiore a 500 metri da casa?”</p>
<p><em>Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale pari a 20 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante gli oneri di urbanizzazione relativi alle aree di intervento e mediante la tariffazione progressiva, al di sopra del normale consumo domestico individuale, nei servizi pubblici locali relativi all’uso di risorse ambientali scarse (come il servizio di fornitura idrica e la raccolta di rifiuti indifferenziati), nonché mediante sponsorizzazioni e coinvolgimento dei cittadini, anche seguendo il modello applicato alle aiuole dall’associazione “verde in comune” .</em></p>
<p><strong>3 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per conservare il futuro parco dell’area EXPO</strong></p>
<p>“Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito EXPO e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque?”</p>
<p><em>L’intervento non comporta costi a carico del bilancio comunale.</em></p>
<p><strong>4 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per il risparmio energetico e la riduzione della emissione di gas serra</strong></p>
<p>“Volete voi che il Comune di Milano adotti il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici.<br />
All’interno del piano devono essere previsti i seguenti interventi:<br />
1. la conversione entro il 2012 di tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali;<br />
2. la conversione degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a gasolio fino alla loro completa eliminazione entro il 2015;<br />
3. la previsione della classe energetica di massima efficienza come standard di costruzione per tutti i nuovi edifici e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;<br />
4. la promozione e la diffusione del teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie ad alta efficienza, al fine di raggiungere almeno 750.000 abitanti equivalenti entro il 2015;<br />
5. la concessione di incentivi per la demolizione e ricostruzione (“rottamazione”) degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi di valore storico e architettonico attraverso premi volumetrici?”</p>
<p><em>Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale, nonché mediante il coinvolgimento di società che realizzano interventi di efficienza energetica (Esco) e l’attivazione di strumenti di finanziamento in conto terzi”.</em></p>
<p><strong>5 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per la riapertura del sistema dei Navigli milanesi<br />
</strong><br />
“Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?”</p>
<p><em>Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale.</em></p>
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		<title>LE CONTRADDIZIONI DELLA DARSENA &#8211; LO SPECCHIO DELLA CITTÀ</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 19:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[I eri mattina un grosso airone cinerino faceva bella mostra di sé in una pozza della Darsena, in corrispondenza delle scuole di viale D&#8217; Annunzio. Poi sono arrivati i cani e, infastidito, se n&#8217; è andato. L&#8217; aria che si respira intorno ai Navigli è uno dei volti della Milano che vorrebbe pensare in grande, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I eri mattina un grosso airone cinerino faceva bella mostra di sé in una pozza della Darsena, in corrispondenza delle scuole di viale D&#8217; Annunzio. Poi sono arrivati i cani e, infastidito, se n&#8217; è andato. L&#8217; aria che si respira intorno ai Navigli è uno dei volti della Milano che vorrebbe pensare in grande, ma che fa fatica a tener dietro all&#8217; oggi, metafora della città che ha espresso un vastissimo consenso sulla vivibilità ambientale attraverso il successo dei cinque referendum della primavera scorsa, ma deve ancora trovare gli strumenti e i luoghi perché le scelte popolari trovino adeguata rappresentanza politica capace di monitorare e di garantire le attuazioni pratiche. La Darsena attira e nei giorni di festa sarebbe una meta ideale per le famiglie, che in effetti vi si avventurano. Ma quel che trovano è contraddizione pura. Un vialetto in terra battuta, transenna di legno tipo parco, tante panchine, un prato curato lungo viale Gorizia, gallinelle d&#8217; acqua che contendono il territorio ai piccioni. E l&#8217; airone, appunto. L&#8217; altro volto è la discarica a cielo aperto là dove ormeggiavano e stazionavano i barconi con pozze, cespugli, rifiuti di ogni genere e dimensione. Sul sentiero gli effetti di padroni di cani maleducati che non si peritano di usare palette e sacchetti per raccogliere gli escrementi tra cui persone e carrozzine di bimbi fanno lo slalom. Verso il Ticinese i cumuli di spazzatura del mercato coperto e sul versante dei Bastioni l&#8217; impossibilità di passeggiare, tra auto parcheggiate in qualche modo e transenne in parte divelte, proprio là dove erano emersi i resti di epoche passate. Che son serviti solo in negativo, almeno per ora: a bloccare l&#8217; insensatezza del megaparcheggio sotterraneo. Dovrebbero indurre all&#8217; ottimismo i cospicui stanziamenti per il recupero della Darsena stessa e dell&#8217; intero sistema dei canali in vista dell&#8217; Expo. Incombono le scadenze per le opere idrauliche e i manufatti murari, in raccordo coi progetti culturali stabiliti per la rassegna internazionale, a cominciare dalle iniziative su Leonardo. Ma la visione generale non sembra accompagnata da interventi sull&#8217; ordinaria amministrazione, dal che cosa facciamo oggi per contenere e scongiurare il degrado, avere sotto controllo l&#8217; intera zona, rendere accessibile al meglio e vivibile quello che già esiste, evitare che vada in malora quel poco che è rimasto e che si sta visibilmente deteriorando, come il muro lungo la massicciata di viale Gorizia. Non dovrebbe sfuggire che si tratta anche di evitare sprechi, perché se si tarda a intervenire riparare al deterioramento ulteriore farà aumentare i costi. Insomma, ci si aspetta che dal recupero di Darsena e Navigli arrivi un modello di intervento virtuoso: progetti generali definiti e chiari, tempi certi, risorse precise e non esposte alle revisioni in corso d&#8217; opera che, causa urgenza, si risolvono in aggravi insopportabili per le casse pubbliche. E, soprattutto, comunicazione documentata e continua al pubblico, coinvolto in una sorta di monitoraggio collettivo dell&#8217; andamento dei lavori. In un coinvolgimento e una condivisione pubblica Darsena e Navigli potranno davvero tornare a vivere, come Milano merita. Altrimenti sarà «marketing territoriale». Più propaganda, che servizi reali.</p>
<p>Garzonio Marco</p>
<p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/aprile/26/SPECCHIO_DELLA_CITTA_co_7_120426006.shtml">da Corriere della sera &#8211; 26 Aprile 2012</a></p>
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		<item>
		<title>Omnimilano-CONSIGLIO COMUNALE, ISTITUITA CONSULTA PER ATTUAZIONE 5 REFERENDUM AMBIENTALI</title>
		<link>http://www.milanosimuove.it/wordpress/omnimilano-consiglio-comunale-istituita-consulta-per-attuazione-5-referendum-ambientali.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 19:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[(OMNIMILANO) Milano, 16 APR -
Il Consiglio comunale ha approvato all&#8217;unanimità, con 33 voti a favore, la delibera d&#8217;iniziativa consiliare che istituisce la Consulta cittadina per l&#8217;attuazione dei cinque referendum ambientali dello scorso giugno. Compiti della Consulta saranno la predisposizione di un parere obbligatorio non vincolante sulle delibere concernenti i referendum, la presentazione di proposte per facilitarne l&#8217;attuazione e la valutazione dei risultati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(OMNIMILANO) Milano, 16 APR -</p>
<p>Il Consiglio comunale ha approvato all&#8217;unanimità, con 33 voti a favore, la delibera d&#8217;iniziativa consiliare che istituisce la Consulta cittadina per l&#8217;attuazione dei cinque referendum ambientali dello scorso giugno. Compiti della Consulta saranno la predisposizione di un parere obbligatorio non vincolante sulle delibere concernenti i referendum, la presentazione di proposte per facilitarne l&#8217;attuazione e la valutazione dei risultati nelle cinque materie.</p>
<p>La delibera prevede, inoltre, che la Consulta abbia una durata di 4 anni: ne faranno parte (senza alcun compenso) 15 componenti individuati dal Sindaco tra i nominativi designati da associazioni e altri organismi previsti dal Regolamento per l&#8217;attuazione dei diritti di partecipazione popolare.</p>
<p>L&#8217;individuazione dei componenti terrà conto delle competenze nelle materie oggetto del referendum e di un&#8217;adeguata rappresentatività degli organismi di cui sono espressione.</p>
<p><a href="http://www.milanosimuove.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/delibera-con-EMENDAMENTO-MASSEROLI.doc">Scarica la delibera</a></p>
<p><a href="http://www.milanosimuove.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/art.-27.pdf">Scarica Art. 27 &#8211; Consulta cittadina</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dichiarazione del 26-03-2012 di Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini di Milanosimuove, comitato promotore dei referendum milanesi per l’ambiente e la qualità della vita</title>
		<link>http://www.milanosimuove.it/wordpress/dichiarazione-del-26-03-2012-di-edoardo-croci-marco-cappato-e-enrico-fedrighini-di-milanosimuove-comitato-promotore-dei-referendum-milanesi-per-l%e2%80%99ambiente-e-la-qualita-della-vita.html</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 19:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[“La Delibera sui referendum licenziata dalla Giunta rappresenta un passo positivo con il quale vengono presi impegni importanti, anche se rinvia ad atti successivi la realizzazione delle principali proposte approvate dai cittadini attraverso i referendum.
Ci riserviamo una valutazione più approfondita nel dettaglio di tutte le proposte referendarie. Oltre alla trasformazione di Ecopass in Area C, con la quale è recepito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La Delibera sui referendum licenziata dalla Giunta rappresenta un passo positivo con il quale vengono presi impegni importanti, anche se rinvia ad atti successivi la realizzazione delle principali proposte approvate dai cittadini attraverso i referendum.</p>
<p>Ci riserviamo una valutazione più approfondita nel dettaglio di tutte le proposte referendarie. Oltre alla trasformazione di Ecopass in Area C, con la quale è recepito in modo parziale ma significativo il referendum sulla mobilità, le altre questioni di fondo poste dai referendum -dalla mobilità sostenibile al dopo Expo, dalla riapertura dei Navigli al potenziamento del Verde e del risparmio energetico- sono recepite nell&#8217;obiettivo e sostanzialmente demandate ai successivi atti di programmazione.</p>
<p>A questo punto è fondamentale che il tempo così preso dalla Giunta sia tempo guadagnato per un serio lavoro di programmazione per l&#8217;attuazione concreta degli obiettivi referendari. L&#8217;istituzione di una Consulta per i referendum, già approvata dalla apposita Commissione del Consiglio comunale,  e l&#8217;impegno a una verifica annuale da parte delle Direzioni generali rappresentano due strumenti e garanzie importanti nelle mani dei cittadini e del Comitato promotore per continuare a monitorare l&#8217;attuazione e il recepimento della volontà popolare.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>PROPERZJ E I NAVIGLI: UNA VOCE CONTRO, CONTINUA IL DIALOGO</title>
		<link>http://www.milanosimuove.it/wordpress/properzj-e-i-navigli-una-voce-contro-continua-il-dialogo.html</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 18:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[A – La volta scorsa ci eravamo accordati per commentare i programmi che il Comune intende proporre in vista della futura utilizzazione della Darsena.
B – E avevamo anticipato che tali programmi prendono le mosse dal progetto Bodin, vincitore del Concorso per la sistemazione della Darsena, quando ancora si pensava di costruirvi al di sotto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>A – La volta scorsa ci eravamo accordati per commentare i programmi che il Comune intende proporre in vista della futura utilizzazione della Darsena.</h2>
<p>B – E avevamo anticipato che tali programmi prendono le mosse dal progetto Bodin, vincitore del Concorso per la sistemazione della Darsena, quando ancora si pensava di costruirvi al di sotto un gigantesco parcheggio sotterraneo.</p>
<p>A – Avevamo fatto le critiche a questo progetto; e messo in guardia sull’errore che il Comune commetterebbe se lo riprendesse nelle sue linee essenziali.</p>
<p>B – Infatti questo era il compito che la volta scorsa ci eravamo proposti per oggi. Tuttavia vorrei fare una eccezione e introdurre un piccolo cambiamento al nostro programma. Invece di parlare del Comune vorrei fare un commento all’articolo di Giacomo Properzj comparso sul Corriere della Sera di Domenica 26 febbraio 2012.</p>
<p>A – Come mai ti interessa l’articolo?</p>
<p>B – Mi interessa perché le tesi in esso contenute sono contrarie sia alle tue proposte, che vorrebbero riaprire i Navigli interni, sia alle mie, che auspicano di rendere navigabili i Navigli esterni.</p>
<p>A – Un contrasto integrale, quindi, esteso su tutti i fronti.</p>
<p>B – Un contrasto, tuttavia, espresso in toni misurati e ragionevoli; e sostenuto da alcune considerazioni che meritano di essere ascoltate.</p>
<p>A – Sono curioso di ascoltarle.</p>
<p>B – Comincio dalle critiche che più mi toccano, e che riguardano la navigazione dei Navigli esterni, quello Grande e quello di Pavia.</p>
<p>A – Quali sono le obiezioni alla prospettiva di ripristinare la loro navigazione?</p>
<p>B – Sono obiezioni apparentemente marginali; e – ne sono convinto – facilmente superabili; ma espresse con tale convinzione da farle apparire insormontabili.</p>
<p>A – Vuoi spiegarmele?</p>
<p>B – Eccoti soddisfatto. L’articolo prende le mosse da uno dei cinque referendum votati recentemente dai milanesi: il referendum confermava la volontà di ripristinare la funzione originaria dei Navigli, che era quella di tornare a essere utilissime vie d’acqua usate per il trasporto soprattutto di merci ma anche di persone.</p>
<p>A – Quindi il referendum coincideva con i nostri pareri.</p>
<p>B – Esattamente con i nostri pareri. Non coincide tuttavia con i pareri dall’articolista, il quale mette in evidenza, per entrambi i Navigli, gli ostacoli che impedirebbero di farli nuovamente navigabili.</p>
<p>A – E quali sono gli ostacoli?</p>
<p>B – Cominciamo dal Naviglio di Pavia. Attualmente – per usare le parole di Properzj – esso è stato “degradato” da canale di navigazione e canale di irrigazione. E ciò ha portato a un abbassamento del livello dell’acqua e alla ricorrenza di periodi in cui si trova in secca.</p>
<p>A – Non vedo quali difficoltà ci possano essere a ripristinare la navigazione e aprire il Naviglio al transito di natanti.</p>
<p>B – Anche io non vedo difficoltà. Sollevando il livello dell’acqua non si impedisce né si esclude la funzione irrigua del Naviglio; e contemporaneamente se ne ripristina l’uso navigabile. L’agricoltura delle terre intorno ad Abbiategrasso non correrebbe nessun rischio di siccità.</p>
<p>A – Quali sono le obiezioni sollevate contro la possibilità di rendere navigabile l’altro Naviglio, ovvero il Naviglio Grande?</p>
<p>B – Sono obiezioni esclusivamente di natura nautica; connesse alla insufficiente larghezza dell’invaso e alla conseguente difficoltà di manovra per i battelli destinati al trasporto dei passeggeri.</p>
<p>A – Mi sembrano obiezioni dettate da un eccesso di prudenza. I battelli per passeggeri, i “bateaux mouche”, usati per scopi turistici in tutta Europa, possono e devono essere progettati di dimensioni esattamente appropriate alla larghezza del Naviglio; devono poter eseguire le manovre di imbarco, di sbarco, di inversione di rotta; e devono potersi incrociare se diretti in senso opposto. Tutto ciò non presenta nessuna difficoltà: basta che i battelli siano costruiti con precisa conoscenza delle loro funzioni. Del resto i barconi carichi di sabbia e trainati dai cavalli eseguivano normalmente tutte queste manovre; e non erano certo né più stretti né più agili dei futuri battelli da turismo. Oggi al traffico di merci verrebbe sostituito il trasporto di passeggeri; ma i problemi nella Darsena non cambiano; e sono risolvibili come lo erano un tempo.</p>
<p>B – I problemi invece cambiano enormemente se dai Navigli esterni si passa a quelli interni.</p>
<p>A – Ciò se si passa sul punto che ci divide; e dove Properzj prende le tue posizioni, e stigmatizza la mia proposta, definendola una utopia.</p>
<p>B – Come infatti è; e come anch’io continuo a sostenere. Nell’articolo sono esposte con molta chiarezza gli ostacoli insormontabili che si oppongono alla riapertura dei Navigli interni; e al successivo ripristino della navigazione lungo la loro cerchia.</p>
<p>A – Sono gli stessi ostacoli, immagino, che avevi già notato tu; e che io non nego né sottovaluto; ma che non giudico insuperabili – a differenza di te, di Properzj, e di molte altre persone serie e competenti.</p>
<p>B – Properzj sottolinea, tuttavia, il loro alto costo; e la difficoltà, anzi l’impossibilità, di sostenerlo da parte del Comune, oggi in gravi ristrettezze economiche. Mi sembrano parole equilibrate e di buon senso; non dettate da una ostilità a priori, preconcetta, ostinata. Parole tanto più equilibrate se agli impedimenti economici si aggiungono anche quelli tecnici.</p>
<p>A – Me li spiegheresti?</p>
<p>B – Anzitutto le linee della metropolitana costruita nel sottosuolo; e la verifica del margine residuo tra fondo del canale navigabile e soffitto della galleria ferroviaria. Ci si domanda se sia possibile passare con il Naviglio sopra gli attraversamenti della metropolitana, mantenendo una profondità d’acqua sufficiente al transito dei battelli.</p>
<p>A – La verifica non è complicata. Basterebbe che il Comune prendesse in mano il problema della riapertura dei Navigli, con serietà e determinazione. Invece di perdere tempo e soldi nell’organizzare quelle insulse manifestazioni teatrali, come lo spettacolo rappresentato al cinema Dal Verme, qualche settimana fa.</p>
<p>B – Su questo punto sono d’accordo con te. Lo spettacolo, messo in scena la mattina del 5 febbraio, è stato una vuota esibizione propagandistica, priva di utilità operativa e vuota di valore scientifico.</p>
<p>A – Una pagliacciata, diciamolo pure.</p>
<p>B – Una deludente farsa, nonostante la presenza di personaggi appartenenti al mondo della cultura e della scienza, che hanno dato un loro interessante, divertente, appassionante contributo, ma totalmente privo di realismo e di concretezza.</p>
<p>A – E nonostante alcune buone trovate sceniche della regia.</p>
<p>B – Vorrei elencarti gli altri ostacoli che si oppongono alla riapertura dei Navigli interni. Oltre alle difficoltà rappresentate dall’incrocio con le linee metropolitane, vi sono quelle dovute alle presenze di canalizzazioni e tubature.</p>
<p>A – Tutto ciò mi è noto; ma sappiamo che gli impianti sotterranei non sono fissi e inamovibili; essi – durante i lavori di ripristino dell’alveo – possono essere spostati e ricollocati in una nuova posizione.</p>
<p>B – Vi sono inoltre le difficoltà di ingresso nelle case che si affacciano sull’anello dei Navigli interni; oggi essi sono coperti, ma domani li vedremo di nuovo a cielo libero, e percorsi dall’acqua. Come si potrà accedere a quelle case, se la strada verrà sostituita dal Naviglio?</p>
<p>A – La riapertura dei Navigli è una operazione di grande difficoltà. Tutti sanno che essa comporta un delicato studio urbanistico, una attenta riconsiderazione della intera viabilità. A me sembra tuttavia che sia un’occasione entusiasmante per molti urbanisti, architetti e paesaggisti; un compito difficile ma stimolante. Certo non sarà semplice affrontare la soluzione pratica ed estetica dei complessi problemi causati dalla riapertura. Tra cui l’accesso alla case oggi raggiungibili dalle strade che coprono i Navigli, e domani da una banchina che li fiancheggerà.</p>
<p>B – E le automobili come potranno arrivare?</p>
<p>A – Dovranno essere studiati accessi sul retro delle case; il che comporterà una parziale modifica della viabilità locale.</p>
<p>B – Come puoi immaginare, ci sono difficoltà enormi di ordine tecnico, impiantistico, viabilistico. Difficoltà che io condivido interamente e per le quali concordo con Properzj; e gli do atto di aver messo in luce con molto buon senso l’impossibilità di riaprire i Navigli interni. Al contrario dissento da Properzj sulla sua perplessità a rendere navigabili i Navigli esterni, quello Grande e quello di Pavia; sono convinto che la loro riapertura a una navigazione prevalentemente turistica sarebbe una operazione promettente e auspicabile per Milano. E su questo punto tu ed io siamo d’accordo nel confutare Properzj. Ma torniamo al punto che ci divide; alla riapertura dei Navigli interni. Parliamo degli aspetti estetici, che tu hai nominato, e che non riesco a comprendere.</p>
<p>A – Sono i più affascinanti. Si tratta di dare un nuovo volto a una parte, tutt’altro che secondaria, della nostra città. Si tratta di progettare nuovi argini; nuovi percorsi lungo i bordi dell’acqua; nuovi ponti; nuovi fronti edilizi costruiti in margine al canale; nuovi approdi per i battelli; senza contare gli adattamenti, le modifiche, le cuciture edilizie e i raccordi architettonici che si renderanno necessarie quando le nuove costruzioni verranno a contatto con il tessuto edilizio esistente.</p>
<p>L’apertura dei Navigli è una grande sfida estetica; non è il nostalgico ripristino di situazioni passate, ormai irrecuperabili; ma è la invenzione di situazioni nuove, rispondenti a esigenze attuali e adeguate a una città moderna. La riapertura dei Navigli, così come il ritorno dell’acqua nel cuore di Milano, è l’occasione per ridare qualità estetica e interesse ambientale a questa nostra città che si è tanto imbruttita e che continua a imbruttirsi. Nessuno può essere così ingenuo da credere nel ritorno della Milano ottocentesca; così sprovveduto da immaginare la ricostruzione dei Navigli e la loro possibilità di avere una configurazione identica a quella di una volta. A tutti dovrebbe invece essere chiaro che la presenza dell’acqua trasforma ed eleva la qualità estetica della città; abbellisce e illumina il suo volto. E ciò avviene anche se la città non è più la stessa del passato; anche se è diventata una città contemporanea.</p>
<p>B – Interrompo il tuo slancio poetico con una osservazione assai prosaica, la stessa che ho sentito fare da molte persone. Il Naviglio non è tutto bello come tu credi: vi sono detriti depositati sul fondo che lo ingorgano; erbacce lungo le rive che lo sporcano; topi da fognatura che lo abitano. In passato le sue acque non erano pulite; e non lo saranno neanche in futuro, qualora venissero ripristinate.</p>
<p>A – Ma le pessimistiche osservazioni di queste persone sono infondate. Oggi vi sono i mezzi per tenere le acque pulite e disinfettate; e per tornare ad averle limpide e trasparenti. Forse in passato i Navigli interni erano come tu mi descrivi; ma in quelli esterni le acque erano pulite: si facevano gare di tuffi e di nuoto; e lungo le rive si vedevano i pescatori. Lo testimoniano tante foto storiche più volte pubblicate. I veri nemici dei Navigli non sono le difficoltà pratiche, gli ostacoli tecnici, le operazioni di restauro o di nuova costruzione, le campagne di disinfestazione e depurazione.</p>
<p>B – E quali sono alloro i veri nemici?</p>
<p>A – Sono le persone senza fantasia, senza coraggio, senza attaccamento per la loro città. Perché la auspicata riapertura dei Navigli interni, e la navigazione riportata nei Navigli esterni, vanno viste come un gesto di amore per Milano; come la manifestazione di un desiderio e di un sogno. Prima di lasciarlo svanire perché non fare tutti i tentativi per realizzarlo?</p>
<p><em>fine parte ottava – continua<br />
</em></p>
<p>Jacopo Gardella</p>
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		<title>La riapertura dei Navigli: condizioni di fattibilità e opportunità di crescita per la città</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggetto: Convegno Navigli
Carissimi,
per chi fosse interessato informo che il giorno Mercoledì 28 marzo 2012 alle ore 9.30 presso l’Auditorium Gaber – Palazzo Pirelli
Milano, Piazza Duca d’Aosta 3, si terrà il convegno: La riapertura dei Navigli: condizioni di fattibilità e opportunità di crescita per la città. Di cui allego la brochure. Anch’io parteciperò al dibattito presentando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggetto: Convegno Navigli</p>
<p>Carissimi,</p>
<p>per chi fosse interessato informo che il giorno <strong>Mercoledì 28 marzo 2012</strong> alle ore 9.30 presso l’Auditorium Gaber – Palazzo Pirelli</p>
<p>Milano, Piazza Duca d’Aosta 3, si terrà il convegno: <strong>La riapertura dei Navigli: condizioni di fattibilità e opportunità di crescita per la città</strong>. Di cui allego la brochure. Anch’io parteciperò al dibattito presentando il documento predisposto dal G.d.L. Navigli del comitato referendario “Megliomilano”.</p>
<p>Nella speranza di incontrarvi in quell’occasione vi saluto caramente.</p>
<p><a href="http://www.milanosimuove.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Invito-Navigli-28-3-12-2.pdf">Scarica l&#8217;invito</a></p>
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		<title>D’ACCORDO SULL’AREA C, MA I 5 REFERENDUM?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 19:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
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di Fiorello Cortiana &#8211; da www.allarmemilano-speranzamilano.it
Ricorso al Collegio dei garanti da parte
del comitato promotore affinché la Giunta Pisapia
rispetti quanto deciso un anno fa dai milanesi.

Anche la Giunta Pisapia deve rispettare le regole statutarie relative ai referendum che i milanesi hanno approvato. Per questo il Comitato promotore dei referendum Milanosimuove ha presentato un ricorso al Collegio [...]]]></description>
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<p>di Fiorello Cortiana &#8211; da <a href="http://www.allarmemilano-speranzamilano.it/contenuti/d%E2%80%99accordo_sull%E2%80%99area_c_ma_i_5_referendum">www.allarmemilano-speranzamilano.it</a></p>
<h2>Ricorso al Collegio dei garanti da parte</h2>
<h2>del comitato promotore affinché la Giunta Pisapia</h2>
<h2>rispetti quanto deciso un anno fa dai milanesi.</h2>
</div>
<p>Anche la Giunta Pisapia deve rispettare le regole statutarie relative ai referendum che i milanesi hanno approvato. Per questo il Comitato promotore dei referendum Milanosimuove ha presentato un ricorso al Collegio dei garanti, sottoscritto dal presidente Edoardo Croci e dal segretario Marco Cappato, per chiedere che si esprima al fine di sollecitare la Giunta e il Consiglio comunale a deliberare gli atti necessari a dare attuazione ai cinque referendum approvati dai milanesi lo scorso giugno.</p>
<p>I temi dei referendum: 1) ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di &#8220;Ecopass&#8221; e la pedonalizzazione del centro; 2) raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo; 3) conservare il futuro parco dell’area Expo; 4) risparmiare energia e ridurre le emissioni di gas serra; 5) ripristinare la Darsena e studiare la riapertura del sistema dei Navigli milanesi.</p>
<p>Hanno dichiarato Edoardo Croci, Marco Cappato ed Enrico Fedrighini: &#8220;Sono da tempo scaduti i termini previsti dalla legge perché l’amministrazione comunale dia attuazione in termini di piani, programmi, tempi, responsabilità e risorse ai cinque referendum. Apprezziamo l’introduzione della congestion charge con l’avvio di area C quale importante punto di partenza. Chiediamo a questo punto di non ritardare ulteriormente lo sviluppo completo del grande progetto di trasformazione urbana che i milanesi hanno chiesto coi referendum. Siamo fiduciosi che questo ricorso rappresenti un forte stimolo per accelerare il processo decisionale e attuativo, a cui confermiamo la disponibilità a dare il contributo del comitato promotore&#8221;.</p>
<p>&#8220;I dati sull’aumento dei viaggiatori sui mezzi pubblici confermano che la disponibilità dei milanesi a partecipare attivamente al processo di trasformazione sostenibile e che non vi è riduzione del numero di persone che accedono al centro storico, ma solo delle auto con una rilevante riduzione della congestione. È importante che i benefici economici in termini di proventi della tariffa, aumento degli incassi della vendita dei biglietti per Atm, riduzione dei costi di gestione per la maggiore velocità dei mezzi pubblici e sanzioni, siano pienamente reinvestiti sin da ora a favore del potenziamento e di nuovi servizi per il trasporto e la mobilità sostenibile come chiesto dai referendum&#8221;.</p>
<p>Il termine di legge previsto per le deliberazioni comunali attuative dei referendum è scaduto il 1° ottobre 2011 mentre su alcune materie come il parco agroalimentare e le vie d’acqua Expo 2015 non sembra esservi un adeguato raccordo con le indicazioni dei referendum.</p>
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		<title>Navigli: da sogno a realtà</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 19:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’’intervento di Giacomo Properzj sul Corriere del 26 febbraio contro la riapertura dei Navigli richiede alcune precisazioni.

Il Referendum sulla progressiva riattivazione dei Navigli milanesi è stato scelto dalla stragrande maggioranza dei votanti milanesi (94,32%) e ci sembra quantomeno irrispettoso pensare che un così gran numero di milanesi abbia dato una risposta puramente emotiva e non abbia invece espresso la volontà di migliorare questa città nel segno del rispetto della sua storia passata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’’intervento di Giacomo Properzj sul Corriere del 26 febbraio contro la riapertura dei Navigli richiede alcune precisazioni.</p>
<p>Il Referendum sulla progressiva riattivazione dei Navigli milanesi è stato scelto dalla stragrande maggioranza dei votanti milanesi (94,32%) e ci sembra quantomeno irrispettoso pensare che un così gran numero di milanesi abbia dato una risposta puramente emotiva e non abbia invece espresso la volontà di migliorare questa città nel segno del rispetto della sua storia passata.</p>
<p>L’approccio portato avanti da questo comitato per dar corso a quanto indicato è concreto e razionale e richiede di procedere per step successivi partendo a riattivare dapprima la funzionalità idraulica di ciò che ancora esiste ma è penosamente abbandonato a sé stesso (Darsena, Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana) e non ha particolari problemi, né tecnici, né di impatto territoriale, ma solo di individuazione di adeguate fonti di finanziamento (pubblico/privato) peraltro non esorbitanti. Tale approccio non ha nulla di romanticamente nostalgico, ma mira ad aprire una porta europea verso Milano con suggestivi scenari in sinergia con EXPO 2015 e non solo. Il passaggio del canale già esistente a ridosso del sedime dell’aeroporto di Malpensa, infatti, potrebbe anche costituire un’occasione di vero accesso turistico “lento” ma altamente scenografico alla città attraverso il Parco del Ticino, le Ville del Magentino fino alla Darsena, con lo sviluppo di un volano di servizi e di offerte lungo tutto il percorso, sicuramente rilevante e di ben diverso spessore rispetto a quelle tanto sbandierate  <em>“vie d’acqua”</em> che <em>“vie”</em> proprio non sono ma semplici canaletti spesso intubati. Un tale traino economico ed ambientale, con i prevedibili risvolti di gradimento e soddisfazione non solo per i turisti ma anche per i milanesi, potrebbe successivamente condurci, gradualmente nel tempo, a maturare una valutazione più seria e ponderata sulla possibile riapertura della fossa interna senza voler ricostruire immagini stereotipate del passato, e senza sollevare questioni ormai superate di igiene ed odori (le acque di tutto il sistema sono oggi balneabili). Nelle città europee i canali storici, simili ai Navigli, svolgono da diversi decenni con successo crescente un ruolo turistico, culturale e di trasporto pubblico. Invece dei battelli mercantili, attraversano o lambiscono i centri storici su canali un tempo commerciali, battelli turistici e di servizio pubblico ad Amsterdam, Berlino, Strasburgo e Vienna. Non è certo poi il paventato problema delle utenze agricole che potrebbe inficiare la buona riuscita del progetto in quanto da sempre, prima che il Naviglio Pavese fosse declassato a canale irriguo, le due esigenze (navigabilità ed agricoltura) convivevano perfettamente con una seria regolamentazione di gestione.</p>
<p>Per concludere in riferimento all’accenno sull’approccio referendario che si configurerebbe quale strumento di un irrealizzabile sogno dei cittadini, ci permettiamo di ricordare che è proprio dai sogni e dai desideri dei cittadini che si vuole partire per migliorare una città che è stata in passato penalizzata da scelte di amministratori disattenti al suo bisogno di bellezza. Forse riportare in vita senza fretta quella <em>“Città d’acque”</em> potrebbe proprio rappresentare un volano virtuoso per una rinascita globale della nostra Milano e per un vero miglioramento della qualità della vita. La finalità non è, come paventa Properzi, di “ricostruire qualcosa di falso”, ma di realizzare qualcosa di nuovo, restituendo a Milano il ruolo di baricentro del sistema dei Navigli come parte essenziale dell’asta fondamentale di navigazione interna dal Lago Maggiore al Mare Adriatico. Progetto che da sogno, com’era stato definito qualche anno fa, è diventato in parte realtà con un investimento già sostenuto da parte delle regioni interessate di 180 milioni di euro. Sono state infatti ripristinate conche di navigazione ed approdi che consentiranno di riattivare 550 km di vie d’acqua per ridare a Milano il ruolo di principale città-porto di navigazione turistica interna tra l’Europa continentale e il Mediterraneo.</p>
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		<item>
		<title>Dichiarazione del 28-02-2012 di Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini di Milanosimuove, comitato promotore dei referendum milanesi per l’ambiente e la qualità della vita</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lunga e perdurante emergenza smog di oltre tre settimane, che si è interrotta solo grazie al vento  ci ricorda che la battaglia per migliorare la qualità dell’aria non è vinta. La soluzione è la realizzazione completa delle misure richieste dai milanesi con i cinque referendum dello scorso giugno. Ma è evidente la mancanza di un piano emergenziale per le fasi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lunga e perdurante emergenza smog di oltre tre settimane, che si è interrotta solo grazie al vento  ci ricorda che la battaglia per migliorare la qualità dell’aria non è vinta. La soluzione è la realizzazione completa delle misure richieste dai milanesi con i cinque referendum dello scorso giugno. Ma è evidente la mancanza di un piano emergenziale per le fasi più acute, il cui coordinamento la legge affida alla Regione. Scarsa è stata infatti l’ efficacia delle blande limitazioni al traffico – addirittura blandissime per i veicoli merci – attuate sulla base del protocollo volontario promosso dalla Provincia.</p>
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		<title>Dichiarazione del 17-02-2012 di Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini di Milanosimuove, comitato promotore dei referendum milanesi per l’ambiente e la qualità della vita</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanosimuove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[35 giorni già superati, adottare con urgenza gli atti necessari ad attuare tutti i cinque referendum. La città di Milano ha delle grandi opportunità di riduzione dei consumi energetici e delle relative emissioni inquinanti che devono essere colte.
Per questo chiediamo che venga adottato il piano per l&#8217;energia sostenibile e l&#8217;ambiente (piano clima) per ridurre le emissioni del 20% nel 2020 e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>35 giorni già superati, adottare con urgenza gli atti necessari ad attuare tutti i cinque referendum. La città di Milano ha delle grandi opportunità di riduzione dei consumi energetici e delle relative emissioni inquinanti che devono essere colte.</p>
<p>Per questo chiediamo che venga adottato il piano per l&#8217;energia sostenibile e l&#8217;ambiente (piano clima) per ridurre le emissioni del 20% nel 2020 e le altre misure richieste dal referendum sull&#8217;efficienza energetica approvato dai milanesi lo scorso giugno con il 95% dei voti a favore.</p>
<p>Hanno dichiarato Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini: &#8220;Il comitato promotore dei referendum per l&#8217;ambiente e la qualità della vita ha presentato nei giorni scorsi ricorso al comitato dei garanti per chiedere che il Comune di Milano adotti con urgenza gli atti necessari ad attuare tutti i cinque referendum &#8211; il termine per tale impegno formale é scaduto dal 1° ottobre. Il superamento dei 35 giorni &#8220;concessi&#8221; dalle norme comunitarie con concentrazioni di polveri sottili superiori a 50 microgrammi al metro cubo é un ulteriore segnale che dimostra la necessità di rafforzare l&#8217;impegno per una città più sana nella direzione chiesta dai referendum&#8221;.</p>
<p>Il referendu: Risparmio energetico e riduzione della emissione di gas serra “Volete voi che il Comune di Milano adotti il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici.</p>
<p>All’interno del piano devono essere previsti i seguenti interventi:</p>
<p>1. la conversione entro il 2012 di tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali;</p>
<p>2. la conversione degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a gasolio fino alla loro completa eliminazione entro il 2015;</p>
<p>3. la previsione della classe energetica di massima efficienza come standard di costruzione per tutti i nuovi edifici e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;</p>
<p>4. la promozione e la diffusione del teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie ad alta efficienza, al fine di raggiungere almeno 750.000 abitanti equivalenti entro il 2015;</p>
<p>5. la concessione di incentivi per la demolizione e ricostruzione (“rottamazione”) degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi divalore storico e architettonico attraverso premi volumetrici?”</p>
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