Dichiarazione del 07-02-2012 di Edoardo Croci, presidente del comitato promotore dei referendum milanesi per l’ambiente e la qualità della vita
“La congestion charge riduce il numero di auto che entrano in centro, che sono diminuite di oltre un terzo e non il numero di persone. Le indagini fatte a Londra e nelle altre città in cui sono stati applicati strumenti analoghi, compreso l’ecopass a Milano, hanno rilevato l’assenza di distorsioni competitive a sfavore delle attività localizzate nelle aree “protette”.
Alla riduzione degli spostamenti in auto corrisponde infatti un aumento dell’uso dei mezzi pubblici. Ormai a Milano circa l’80% di chi entra in centro lo fa con i mezzi pubblici. E’ un fenomeno irreversibile che porta benefici in termini di ambiente e qualità della vita a tutti. Sarebbe bello che, superando definitivamente la tentazione di tornare indietro, il mondo del commercio, anche per stimolare i consumi in un periodo di recessione, partecipasse attivamente a questa trasformazione sostenibile dei comportamenti. Una possibilità tra tante potrebbe essere, con adesione su base volontaria, scontare il costo del biglietto del tram per acquisti oltre un certo importo, rivolgendosi così ad una larga maggioranza dei propri clienti
La riduzione del traffico in area C consente tra l’altro di andare avanti con il piano di pedonalizzazioni richiesto dal referendum sulla mobilità sostenibile dello scorso giugno, con un ulteriore beneficio per il commercio (tutti gli studi nazionali e internazionali ne attestano la forte crescita nelle aree pedonali), di particolare rilievo in una fase di recessione come quella attuale”.
“Sulla buona fede di alcuni degli oppositori alla congestion charge c’è da nutrire qualche sospetto, visto che sono legati al business dei parcheggi e che proprio grazie ad Area C si potrà fare a meno di molti parcheggi sotterranei in centro, evitando costi e lavori invasivi (anzi si dovranno riconvertire una parte di quelli esistenti)”.






