Iniziativa popolare referendaria per la qualità dell'ambiente e la mobilità sostenibile a Milano.

Corriere della Sera: Qualcosa di concreto. Il successo dei referendum ambientali.

Fra ieri e venerdì sono state consegnate al Comune circa 20.000 firme autenticate (il 2 per cento dell’ elettorato milanese) per la richiesta di cinque referendum ambientali a Milano, studiati da Edoardo Croci, già assessore alla viabilità allontanato dal sindaco Moratti, in collaborazione con Verdi e Radicali. Il risultato non è banale, vista la scarsa attenzione pubblica manifestata di recente dagli elettori, anche attraverso l’ astensione: il successo è stato ottenuto nonostante la modesta mobilitazione di volontari sorretti dalla buona volontà di qualche consigliere comunale e del presidente Manfredi Palmeri. Molte cose interessanti sono uscite dai tavoli di raccolta. La prima domanda riguardava la natura degli organizzatori: timore che ci fosse di mezzo qualche maggiore partito, sollievo notando la natura prevalentemente associativa e ambientale dei promotori. I temi non erano facili e la gente li discuteva ai tavoli: un primo tema sull’ uso dell’ Ecopass per ridurre il numero dei veicoli in città destava le maggiori preoccupazioni, nel timore che si «monetizzasse l’ inquinamento». Più convincente era la spiegazione che un Ecopass che riduca le auto inquinanti lasciando invariato il numero complessivo di auto non risolve i problemi della congestione e neppure quello dell’ inquinamento. Il punto vero è quello di ridurre il numero di auto, come fatto a Londra e a Stoccolma. Nessun problema sui quesiti per aumentare il numero di alberi o per ridurre i consumi energetici attraverso un miglior uso dei combustibili e l’ introduzione di accorgimenti vari, che potrebbero essere maggiormente incoraggiati. Qualche discussione sul salvataggio del parco dell’ Expo 2015, che rischia di trascinare con sé tutti i dubbi su una manifestazione vissuta, ingiustamente, come il trionfo del cemento sulla qualità ambientale. Stupore e incredulità sulla possibilità di riaprire i Navigli, forse interpretata come la velleità di scoperchiare mezza città anziché come il desiderio di far rivivere la darsena. Gli anziani arrivavano ai tavoli pieni di scetticismo, per le tante delusioni patite, molto scontenti dello stato della città. Erano anche i più scettici sulla votabilità dei referendum, ricordando qualche boicottaggio e qualche fiasco. In fondo si chiedono perché certe cose essenziali si devono chiedere per referendum e non vengono fatte dall’ amministrazione. Le dichiarazioni ex-post del sindaco Moratti (dopo la notizia del successo della raccolta) le può aver tranquillizzate. Le persone di mezza età arrivavano ai tavoli ben preparate, attraverso l’ azione di varie associazioni presenti in città. Ma la sorpresa, i giovani, molto caricati ed entusiasti all’ idea di poter dire finalmente la loro su argomenti che stanno loro a cuore. Tutto questo dimostra che i cittadini non sono disattenti. Forse non apprezzano più parole come riformismo, welfare, socialismo, comunismo, liberalismo, issate ancora come icone da ciò che resta dei partiti di massa, ma seguono e discutono con interesse su ambiente e sostenibilità. Un’ agenda per i prossimi candidati?

Franco Morganti
(Corriere della Sera – 7 novembre 2010)

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