Iniziativa popolare referendaria per la qualità dell'ambiente e la mobilità sostenibile a Milano.

Un segnale per la città

I promotori dei cinque referendum su ambiente e inquinamento sono ancora cauti, in attesa di tutte le verifiche amministrative del caso, ma l’obiettivo delle 15 mila firme valide, necessarie a indire la consultazione, sembra ormai raggiunto, sebbene si prosegua fino al 6 novembre.

Sembra aver vinto il profilo civico dell’ iniziativa, con una raccolta fatta da cittadini qualunque, normalmente estranei alla politica, che hanno improvvisato tavolini, iniziative, tam tam telefonici, il web e le mailing list hanno fatto il resto. Se davvero il traguardo delle 15 mila firme sarà raggiunto, almeno un obiettivo sarà stato conseguito: il dibattito politico dovrà confrontarsi con un macigno lanciato nello stagno dall’ iniziativa popolare e i temi dell’ ambiente e degli spazi urbani dovranno avere la centralità che meritano nel futuro della nostra città.

Non conta chi vincerà le elezioni comunali e sarà il prossimo sindaco ambrosiano, non importa se vincerà la destra o la sinistra, così come non importava a chi ha firmato per i referendum, questa non è e non deve diventare una consultazione politica, l’iniziativa dei referendum rappresenta una occasione da non perdere per discutere e promuovere nuove soluzioni per i grandi e annosi problemi di Milano e può rappresentare un importante sostegno a chi la governerà.

Nel 1985 il referendum sulla chiusura del centro storico al traffico si tenne in concomitanza con le elezioni amministrative; oggi, a causa di un regolamento comunale del 1995, sembra non sia più possibile attuare contemporaneamente più consultazioni: in poche parole, se il regolamento non verrà modificato dall’attuale consiglio comunale, i referendum non potranno svolgersi con le prossime elezioni comunali ma si terranno verosimilmente nell’estate 2011, a scuole chiuse e con enormi spese aggiuntive.
Frustrare la volontà dei cittadini di esprimersi sarebbe un grave errore, speriamo che nell’ interesse generale si corregga il tiro, e anche chi oggi subisce i quesiti referendari capisca che è meglio governare con la città e non contro, confidando nella rassegnazione dei cittadini, sentimento foriero di cronici malumori.

Con i referendum Milano dimostra ancora una volta negli ultimi mesi la voglia di farsi sentire, di intervenire, di «fare», così come è avvenuto con l’ iniziativa «un manifesto per Milano» lanciata dal Corriere, con la serata dell’ estate scorsa organizzata dai comitati cittadini al teatro Puccini, con tante iniziative promosse dalle diverse associazioni milanesi. La vera politica è proprio questa, quella che parte e si raccorda con i cittadini, chissà se da Milano possa partire un segnale di speranza in questo difficile momento del Paese.

Sergio Harari

(Corriere della Sera – 31 ottobre 2010)

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